Kalé Kàris – Viaggi di una Aspirante Musa tra Arte e Natura

I viaggi danno una grande apertura mentale: si esce dal cerchio dei pregiudizi del proprio Paese e non si è disposti a farsi carico di quelli stranieri. (Charles-Louis de Montesquieu)

Vivi il Deserto con SaharaMonAmour – Intervista a Fabrizio Rovella

Avete mai sognato di fare un viaggio nel Sahara? Voglio presentarvi oggi l’agenzia di viaggi “SaharaMonAmour”, che ha sede in Algeria e in Mauritania. Grazie a questa agenzia si può viaggiare con una guida e in totale sicurezza in: Africa, Asia, Sud America, Antartide ed Europa. Tutto questo con varie modalità e diversi viaggi a tema su natura, archeologia ed etnografia. Il fondatore dell’agenzia è l’italiano Fabrizio Rovella che ha risposto ad alcune mie domande per raccontare al meglio la sua esperienza  e il suo lavoro.

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Ciao Fabrizio! Hai sempre lavorato nel turismo? Cosa facevi prima?

Ero impiegato a Torino in un ufficio di consulenza del lavoro e ho cominciato a lavorare nel turismo part time nel 2002/2003. Nel 2004 è diventato un lavoro a tempo pieno trasferendomi a Tamanrasset in Algeria. Una passione che diventa un lavoro è la cosa più bella che ci sia, perché ci metti cuore, anima e sentimento. Ho iniziato a viaggiare nel 1985 con il primo viaggio in Corsica, ero ancora uno studente di Economia. Mi sentì di andare nel Sahara dopo 7-8 anni che viaggiavo, ci andai in punta di piedi. La prima volta è stata nel ’93 e ci sono tornato ogni anno. Ho lasciato il mio ufficio e ho rischiato per creare SaharaMonAmour.

C’è stato un episodio in particolare che ti ha portato a decidere di aprire un’agenzia di viaggi all’estero? Cosa ti ha spinto a iniziare questa avventura?

Inizialmente, accordandomi con i miei titolari, accompagnavo dei gruppi in Algeria quando si presentava l’occasione. Facevo un viaggio ad agosto e un viaggio a Natale come turista e viaggiatore. Dopo quattro viaggi l’anno non riuscivo a pensare di tornare al mio lavoro ma volevo fare dei viaggi un lavoro a tempo pieno. Grazie ad alcune riviste che parlarono di me, iniziò a girare il nome. Incuriosiva un italiano che viveva in Algeria. Dopo due mesi che mi trasferì lì, la guida divenne obbligatoria. Chiunque volesse andare nel deserto si fidava di un connazionale sia per la lingua, la mentalità e sia per la conoscenza del territorio. Una fortuna è stata che la gente di Sahara.it, sito che esiste ancora adesso, mi cercò per fare un viaggio in Algeria e idem altre due agenzie, ad agosto ebbi  tre gruppi e da lì fu un crescendo di opportunità.

Quali sono le modalità di viaggio proposte per il deserto del Sahara?

Il Sahara è grande quattro volte e mezzo la Francia, passiamo da depressioni, quasi come il Mar Morto, a montagne di 3200 metri e ci sono le classiche quattro stagioni. In Algeria siamo arrivati a lavorare dodici mesi l’anno in quanto in piena estate a 2000 m di quota fa freddo quasi come fossimo in montagna a 2000 m da noi quindi trekking, arrampicata, mountain bike sono state le nostre proposte in periodi dove il Sahara era proibitivo. In Mauritania ho aperto l’agenzia quattro anni fa. Verso fine aprile tendiamo a chiudere la stagione perché non c’è più richiesta se non ad agosto quando quasi tutti gli italiani hanno le ferie. In estate fa molto caldo. Il Marocco è un paese più estivo perché si affaccia sul Sahara ma è anche montuoso e in inverno, per via della neve, si può arrivare solo dalla costa. A seconda del paese si cerca di dare un’impostazione. In base alle zone si potrà fare un viaggio in fuoristrada o mountain bike.

Come sono le persone del posto? Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi incontri con loro.

Potrei raccontarti centinaia di aneddoti. Per mostrarti quanto è incredibile la gente, al contrario di come ci fa credere l’informazione, ti dico di una delle volte in cui ero sulla transahariana andando verso Tamanrasset e mancavano 2000 km. Ci sono delle gole strette dove ci si ferma e c’è la gendarmeria, bar, ristorantini e gasolio. Mangiai un piatto di cous cous e uno di agnello, non si mangia male. Dei camionisti, che si erano fermati per la notte, mi dissero:  “Ma scherzi a mangiare in questo posto?! Resta con noi!”. Mai visti prima. Dovete sapere che tutti i camionisti, lì, sono dei bravissimi cuochi! Cenammo insieme quella sera. Tornando altre volte con i vari gruppi dalla frontiera algerina ebbi loro notizie, saluti  e viceversa, proprio perché facevamo sistematicamente tappa in questo posto di blocco. Questo è solo uno dei mille segnali che ho ricevuto come ospitalità nel Sahara. Un’altra volta, nel ‘95 o ‘96, alla frontiera algerina trovai un capitano della gendarmeria, mi chiese dove andassi e io risposi che ero diretto verso El Goléasapevo di un albergo anche se mi era giunta notizia fosse in degrado. Mi disse che se ne sarebbe occupato lui stesso e potevo andare dalla sua famiglia. Persona mai vista in vita mia. Chiamò la famiglia dicendo che prima o poi un italiano sarebbe arrivato con il fuori strada da loro e raccomandò di accogliermi. Avanzando nel mio viaggio trovai una persona sotto il sole in bicicletta che mi aspettava, forse da ore, e mi chiese se fossi l’amico del capitano. Ricevetti una ospitalità che non potevo immaginare. Una casa per me all’interno della loro casa, che il nonno aveva adibito agli ospiti. Per aver accettato questa ospitalità, quando andai via, mi fecero dei regali. Potrei andare avanti raccontando molte di queste storie.

Dove può trovare i contatti dell’agenzia chi è interessato a viaggiare con voi ma vive in Italia?

Sul sito www.saharamonamour.com  ci sono tutti i recapiti per contattarci in Italia, Algeria e Mauritania. Potete contattarmi anche sul satellitare, quando sono nel deserto, alla sera rispondo!

Grazie per aver condiviso con me e con i lettori di Kalé Kàris la tua bellissima esperienza! Ragazze/i la domanda che ora pongo a voi è: chi parte all’avventura?!

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Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone. (John Steinbeck)

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